Urea Breath Test

Descrizione analisi
L’Urea Breath Test (UBT) è un test del respiro non invasivo utilizzato per rilevare la presenza nello stomaco dell’Helicobacter pylori, un batterio responsabile di gastrite cronica, ulcera peptica e considerato un fattore di rischio per il carcinoma gastrico. Il principio del test si basa sulla capacità dell’Helicobacter pylori di produrre l’enzima ureasi, che scinde l’urea in ammoniaca e anidride carbonica.
Durante l’esame il paziente assume una piccola quantità di urea marcata con carbonio-13 (¹³C), un isotopo stabile non radioattivo. In presenza del batterio, l’urea viene scissa e l’anidride carbonica marcata viene assorbita, trasportata ai polmoni ed espirata: confrontando un campione di respiro raccolto prima e uno dopo l’assunzione dell’urea, è possibile stabilire con elevata accuratezza la presenza dell’infezione. Il test è considerato il gold standard non invasivo sia per la diagnosi iniziale sia per la verifica dell’avvenuta eradicazione dopo terapia antibiotica.
Informazioni per il paziente
L’esame è del tutto indolore, dura circa 30-40 minuti e si svolge interamente in laboratorio. Al paziente viene chiesto di soffiare in due appositi contenitori (uno prima e uno dopo l’assunzione di una soluzione contenente l’urea marcata) attraverso una cannuccia. L’isotopo utilizzato è stabile e non radioattivo, quindi il test è sicuro e ripetibile, ed è eseguibile anche su donne in gravidanza e su bambini.
Un risultato positivo indica la presenza di un’infezione attiva da Helicobacter pylori e richiede una valutazione medica per impostare la terapia eradicante. Un risultato negativo, in assenza di interferenze farmacologiche, esclude con elevata probabilità l’infezione.
Preparazione all’esame
È richiesto il digiuno assoluto da almeno 8 ore (anche da acqua nelle 2 ore precedenti il test). Non si deve fumare nelle ore precedenti l’esame e durante la sua esecuzione.
Per evitare risultati falsamente negativi è indispensabile sospendere, previo accordo con il medico:
• gli inibitori di pompa protonica (es. omeprazolo, pantoprazolo, esomeprazolo, lansoprazolo) nelle 2 settimane precedenti il test;
• gli antibiotici e i preparati contenenti bismuto nelle 4 settimane precedenti il test;
• gli antagonisti dei recettori H2 (es. ranitidina, famotidina) e gli antiacidi nelle 24-48 ore precedenti.
Si raccomanda di segnalare al laboratorio eventuali allergie e l’eventuale impossibilità di sospendere le terapie in corso.