Acidi biliari

Descrizione analisi
Gli acidi biliari sono composti sintetizzati dal fegato a partire dal colesterolo, immagazzinati nella cistifellea e riversati nell’intestino dopo i pasti, dove svolgono un ruolo fondamentale nell’emulsione e nell’assorbimento dei grassi e delle vitamine liposolubili. Dopo aver svolto la loro funzione, la maggior parte degli acidi biliari viene riassorbita a livello intestinale e torna al fegato attraverso il circolo entero-epatico; solo una piccola quota rimane normalmente in circolo nel sangue.
Il dosaggio degli acidi biliari sierici totali è un esame sensibile della funzionalità epatica e del corretto funzionamento del circolo entero-epatico. Un loro aumento può essere indice di patologie del fegato (epatiti acute e croniche, cirrosi, steatosi epatica) o delle vie biliari (colestasi, calcolosi). L’esame ha un ruolo di particolare rilievo nella diagnosi della colestasi intraepatica della gravidanza (ICP), una condizione tipica del terzo trimestre che si manifesta con prurito intenso e richiede sorveglianza per i possibili rischi materno-fetali.
Informazioni per il paziente
L’esame viene eseguito su un campione di sangue ottenuto tramite prelievo venoso. I valori di riferimento per gli acidi biliari totali a digiuno sono generalmente inferiori a 10 µmol/L; in gravidanza valori superiori a 10 µmol/L meritano attenzione clinica e valori superiori a 40 µmol/L configurano una forma severa di colestasi gravidica.
Poiché i livelli aumentano fisiologicamente dopo i pasti, il rispetto del digiuno è essenziale per ottenere un risultato attendibile. L’interpretazione del referto va sempre effettuata dal medico curante, considerando il quadro clinico e gli altri indici di funzionalità epatica (transaminasi, gamma-GT, fosfatasi alcalina, bilirubina).
Preparazione all’esame
È richiesto il digiuno di almeno 12 ore. È consentita una piccola quantità di acqua. Nelle 24 ore precedenti il prelievo è opportuno evitare pasti particolarmente abbondanti, cibi grassi e l’assunzione di alcolici.
È bene segnalare al laboratorio l’eventuale assunzione di farmaci, integratori (in particolare a base di acido ursodesossicolico) e, per le donne, lo stato di gravidanza con relativa epoca gestazionale.